Papa Francesco, Enciclica Laudato Si: Ecologia Umana

papa francesco

C’è qualcosa intorno a noi, intorno all’ Uomo, che è espressione tangibile e specchio veritiero di Qualcuno che sta sopra di noi.

C’è qualcosa intorno a noi che ci accompagna non appena apriamo gli occhi al mattino e li chiudiamo la sera. Qualcosa che ci avvolge con i suoi profumi, che ci accarezza l’ anima con il suo vento, che ci illumina la strada con la sua luce, che ci dona pace con i suoi colori, che ci conduce per territori inesplorati del nostro pensiero con i suoi cambiamenti, che meraviglia il nostro essere con la sua miracolosa magia.

C’è qualcosa che travalica il presente, c’è qualcosa che crea e che viene creato, che si evolve e si modifica sempre pur rimanendo sempre sé stesso.  Qualcosa che cambia perennemente, nella sua più intransigente coerenza.

Qualcosa che scorre e che non è mai uguale nello stesso punto. Qualcosa che respira, sempre, in ogni istante, indipendentemente da noi, dall’ Uomo, dal tempo, dallo spazio, dai nostri pensieri e dalla nostra volontà. Qualcosa che interagisce con tutto il Creato. Qualcosa che batte, che pulsa, che respira. Qualcosa che vive.

E’ la Natura.
E’ la nostra casa. Quella in cui trovare l’ ispirazione per guardare avanti, gli strumenti per vivere, gli esempi per crescere, l’ aria per respirare, l’ acqua purificarsi, la terra per nutrirsi, la luce per rigenerarsi, la notte per ascoltarsi, la musica per elevarsi, il calore per sentirsi vivi.
E’ il nostro giardino. E’ la testimonianza diretta, presente, tangibile, imperscrutabile, perenne, semplice e soave, delicata e forte di chi infonde la Vita.

Ed è alla Natura che Papa Francesco dedica la sua enciclica “Laudato Si'”. Ed è un appello alla Responsabilità, quella con la R maiuscola, che l’ Uomo ha nel custodire ciò che gli è stato affidato e nel non danneggiare gli equilibri tanto delicati quanto “naturali” che non si possono e soprattutto non si devono sovvertire.

Ed è il Papa che chiama a raccolta non solo i fedeli cattolici, ma gli uomini tutti, in un’enciclica che è un grido di responsabilità e di ravvedimento, è  un monito di un’ attualità e di una lungimiranza disarmante ed è un appello all’ apertura totale all’ascolto delle Leggi universali, al sorpassare i confini culturali, religiosi, di prospettive filosofiche, psicologici e sociali che riguardano le specifiche religioni per abbracciare un tema vitale e spirituale che riguarda, interessa, tocca (e danneggia) tutti, indistintamente.

La ‘”casa comune’ che è il creato si sta rovinando e ciò danneggia tutti, specialmente i più poveri” – scrive Papa Francesco. E’ un’enciclica sulla “responsabilità in base al compito che Dio ha dato all’essere umano di creare e custodire il giardino”. Ed è un’ esortazione verso tutti gli uomini “ad accogliere con animo aperto questo documento, che si pone nella linea della dottrina sociale della Chiesa”.

Danneggiare la natura danneggia tutti, a partire dai più poveri. Occorre, dunque, guardare la realtà dei fatti, rendersi conto di che cosa l’ Uomo ha fatto alla Natura e cambiare rotta. Agire concretamente e coscienziosamente verso l’ Ambiente, verso la nostra casa.

Del resto, il tema dell’ ecologia non poteva che essere caro e vicino ad un Papa che ha voluto ispirarsi a Francesco d’ Assisi, il Santo che lasciò ai posteri quel gioiello prezioso che è il “Cantico delle Creature” il cui incipit è proprio “Laudato Si’, mi’ Signore”…

Ed ecco che il temi focale dell’enciclica “Laudato Si’” è il degrado ambientale che danneggia la casa dell’ Uomo, a volte anche in modo irreparabile. Per questo motivo, i singoli Stati, le istituzioni internazionali, ciascuno di noi in prima persona, sono e siamo tutti chiamati a custodire l’ambiente per le generazioni successive con azioni concrete, efficaci e lungimiranti.

E chi è attento alla Natura e alla connessione diretta e inscindibile tra Uomo e Natura come la nostra associazione “Biofilìa”  lo sa, e accoglie con sentita gratitudine le parole di Papa Francesco affinché possano essere parole di “rottura” di un pensiero dominante in cui il dilagante antropocentrismo bieco e utilitaristico che guida le azioni dell’ Uomo ceda il posto ad una coscienza sociale e spirituale in grado di rendere onore a ciò che ci è stato affidato.

Agire contro il degrado, quindi, agire a favore del recupero, difendere l’ ambiente, supportare gli indigenti, soccorrere i poveri sono tutte esortazioni che richiamano la lotta a quella stolta “cultura dello scarto” tanto aborrita dal Santo Padre.

Clima e surriscaldamento del pianeta, la tutela della biodiversità, modelli economici e di vita che si basino su un’etica sobria e orientata alla vita piuttosto che allo sfruttamento selvaggio delle risorse sia naturali che umane: insomma, usare rispetto verso l’Uomo, verso la Natura, verso Dio.
Come ha detto il Papa nella recentissima udienza alla Fao, a proposito della “necessità di fare della sobrietà non un impedimento, ma la condizione dello sviluppo”.

Un appello fondato, un’ esortazione umana e spirituale insieme, un monito alto e incisivo che chiama alla responsabilità, ad un modello di vita onesto con l’Ambiente e con l’ Uomo, ad un mondo in cui la finanza, la politica, la religione, la scienza, la ricerca e l’ambito sociale siano perfettamente integrati e lavorino uno a favore degli altri e non in uno scellerato e avido “tutti contro tutti” a profitto di pochi e a beneficio di nessuno.

Perché un mondo così ha una sola conseguenza. Quella più ovvia. Più temibile. E, francamente, anche la più stupida.

 

LINK per leggere l’ Enciclica “Laudato Si'”

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